Dopo aver proposto e tentato di contribuire con idee e esempi virtuosi di altre realtà alla crescita di Arezzo, mi vedo oggi costretto ad entrare nel merito della bruttissima pagina che la destra cittadina ieri ha inscenato in consiglio comunale.
Sulla prima delibera di una certa rilevanza, come le linee guida di riordino dell'organizzazione del personale comunale, la maggioranza di destra che governa la città si è spaccata, non garantendo il proseguimento dei lavori del consiglio comunale.
Ciò non deriva però dal singolo episodio di merito, ma da un antico male della politica italiana, che per anni ha afflitto il centrosinistra e oggi colpisce inesorabilmente la destra aretina.
Tale male è rintracciabile nel desiderio di vincere ad ogni costo, dell'unità di una coalizione che si sviluppa esclusivamente con l'odio verso un nemico comune, nel caso aretino il centrosinistra.
Questo è stato palese non solo sulla composizione della coalizione che oggi governa, su cui tornerò più avanti, ma anche sul comportamento di molte forze politiche estranee alla destra che hanno nel turno di ballottaggio ritenuto però (proprio in odio al centrosinistra) che il "tanto peggio era tanto meglio".
Veniamo però ora alla composizione della coalizione di destra che ha vinto le elezioni, ma che non governa, partita da una composizione civica (a cui hanno dato importanti adesioni segmenti professionali cittadini) ha poi imbarcato componenti e partiti fortemente ideologizzati dando vita ad una creatura mitologica che denominerò "GENDER" composta da personaggi che vanno da simpatie verso Casa Pound (movimento neofascista italiano), a radicali che fanno della laicità la propria bandiera, a leghisti dell'ultima ora, agli eredi di Almirante, a cattolici conservatori, con qualche spruzzata di tecnici e liberali.
Facile da capire che da una formazione così composita non ci si può aspettare un governo della città di Arezzo sereno e costruttivo, bensì litigiosità continua, nel migliore dei casi concordi solo nel definire nomine e poltrone.
Per onestà intellettuale e a dimostrazione di ciò però voglio spezzare una lancia a favore dei collaboratori del Sindaco delegati al Turismo, Ambiente e Sicurezza, persone tecnicamente preparate e disponibili, che lontane dal mondo della politica si sono ritrovate catapultate a gestire problemi complessi (e ad onor del vero anche con idee e proposte interessanti) , affiancate però da colleghi fortemente ideologizzati provenienti dalla cultura più conservatrice della destra italiana che ne limitano le potenzialità.
Ben si capisce da questa breve cronaca che ben presto, il primo cittadino sarà costretto, se vuole garantire al suo governo un minimo di prospettive e un futuro ad Arezzo, a dover scegliere tra l'anima di destra e quella civica della sua coalizione, scelta che, al di là della vittoria conseguita, ne minerà la governabilità (come già oggi palese), essendo il compromesso tra le due anime impossibile da conseguire, sarà questa una lezione, imparata da tempo dal centrosinistra, che l'importante non è solo vincere, ma riuscire a governare.

