#settimana1
L'Amministrazione Comunale della Città di Arezzo a seguito di mia interrogazione sul tema, con profonda mancanza di sensibilità e spirito istituzionale ha ritenuto non necessario celebrare adeguatamente il Senatore Giovanni Severi, di cui ricorre quest'anno il centenario della scomparsa.
A seguito di ciò con associazioni cittadine e concittadini di Arezzo abbiamo ritenuto necessario intitolare a questo grande personaggio le celebrazioni del XX Settembre "Breccia di Porta Pia" che si svolgeranno in Piazza Risorgimento ad Arezzo il 20 Settembre 2015 dalle ore 18 in poi, a cui la cittadinanza è invitata.
Anche il Quartiere di Porta Sant'Andrea, vincitore della Lancia d'Oro a lui dedicata, Sabato 26 Settembre alle ore 11,15 depositerà in suo omaggio una corona di fiori al monumento ai caduti del Risorgimento in Piazza del Popolo; testimonianza del ricordo ed attaccamento della cittadinanza alla sua figura.
Qui una breve biografia del Senatore Giovanni Severi:
Nato ad Arezzo il 16 aprile 1843 in un’agiata famiglia di intellettuali (fu zio del matematico Francesco Severi), prese parte come garibaldino alla spedizione dei Mille e alla III guerra d’indipendenza. Laureatosi a Pisa, si dedicò alla professione forense come avvocato penalista, tra i casi più famosi di rilevanza nazionale si ricorda la sua difesa degli imputati nel processo per i cosiddetti “Fatti d’Anghiari”. Nel 1881 divenne deputato, collocandosi su posizioni radicali, mazziniane e repubblicane, venendo rieletto per altre sei legislature, non consecutive. Tra le sue maggiori vittorie politiche si ricorda la salvaguardia della provincia di Arezzo dal progetto crispino che ne prevedeva l’abolizione nel 1892. Nel 1904 fu nominato senatore del Regno, mentre stava volgendosi verso posizioni meno estreme. Ad Arezzo, sedette a lungo nei Consigli comunale e provinciale, divenendo nel 1902 presidente della Società Operaia, ultimo dei suoi impegni nell’ambito sociale aretino, si ricorda che fu membro a lungo dei direttivi di Banca Etruria e Croce Bianca. Fece anche parte del Comitato promotore della società ginnastica, della Società dei reduci e del Grande Oriente d’Italia, ricoprendo incarichi anche di livello nazionale. Morì ad Arezzo il 10 Febbraio 1915, ricevendo un grandioso funerale in forma civile, a spese del Comune per il prestigio che la figura aveva acquisito negli anni dando lustro al nome della città. I colleghi lo consideravano un avvocato brillante, di non comune abilità dialettica, polemico, in contrapposizione con le convenzioni politico-sociali dominanti, fiero nella difesa delle libertà statutarie, dotato di un carattere determinato e combattivo, piuttosto rude e poco espansivo, ma comunque carismatico, portato a lasciarsi andare ad eccessi verbali destinati alla controparte, in occasioni professionali quanto in quelle politiche.
Ad Arezzo in epoca moderno è però scarsa la toponomastica e l’effigi a suo ricordo, sono presenti un monumento funebre, opera dello scultore Pietro Guerri nel cimitero Monumentale di Arezzo e gli è intitolata una strada di Arezzo nella zona di Staggiano.
La dedica che le Associazioni vogliono fargli intitolando le celebrazioni del XX Settembre 2015 (fu anche presidente del Comitato promotore, sul finire dell’ottocento, atto a celebrare la “Breccia di Porta Pia") è solo un piccolo tributo che intende ridare alla sua figura il ruolo che merita e un invito alla città e alle istituzioni per la sua riscoperta.

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